SHIBUYA CROSSING

Interno poesia

2019 (ITA)

«Dove inizia e dove finisce la nostra identità e quella degli altri? È questo l’interrogativo che anima le pagine di Shibuya Crossing, posto da Damiana De Gennaro con grazia e tendente a una risposta di tipo onirico, di cui la lievità non è altro che la miglior opzione rinvenuta, tra quelle date dal reale, in cui incarnare il pieno necessario per contrastare un vuoto di tipo esistenziale».

Alessandra Corbetta

(rivista clanDestino)

ASPETTARE LA RUGIADA

Raffaelli editore

2017 (ITA)


«L’attesa è uno dei temi principali della poesia classica giapponese, in cui il sospirato incontro finalmente avvenuto porterà ad altre innumerevoli attese.

Lo squisito gioco di omofonia cui Damiana De Gennaro ricorre nella sua raccolta, la rugiada e la stagione delle piogge entrambe pronunciate tsuyu, suggerisce questa eterna sospensione tra aspirazione e conquista. L’acqua irrora la terra inaridita e alimenta la linfa vitale. Ma, così come la rugiada svanisce alla luce del sole, la stagione delle piogge termina all’arrivo dei raggi estivi. I segreti dell’esistenza restano, anzi si rinnovano continuamente, e attendono d’essere svelati con le parole».

Sagiyama Ikuko

(Secolo Donna 2018, Macabor Editore)

POETI ITALIANI NATI NEGLI ANNI ‘80 e ‘90

edited by Giulia Martini, Interno poesia, 2019, (ITA)

Una macchina, un autobus, forse l’11, una BMW o una Renault sette posti, passi, un aereo al decollo, una teleferica, un’arca, un treno, un bus, che invisibile traghetta, non ultima, una ruspa.
Perché tanta ostinazione nei mezzi di trasporto? A leggere i cinquantanove testi che compongono l’antologia, la risposta sembra questa: per lottare contro un’assenza, per tornare a casa
— Giulia Martini (2019)

SOMBRA ESCRITA

translated and edited by Stefano Strazzabosco, Vaso Roto, 2023, (ESP)

Questa antologia è una fotografia della poesia italiana attuale, la migliore che sono riuscito a catturare. Uno sguardo ampio su generazioni, tematiche e la ricchezza linguistica di ciò che le poetesse italiane hanno da dire oggi.
— Stefano Strazzabosco (2023)

CUADERNO DE TRADUCCIÓN

translated and edited by Marisol Bohórquez Godoy, Anverso, 2021, (ESP)

Ho deciso di includere un numero uguale di donne e uomini. Pur nella loro diversità, simili a dieci fiori di specie differenti, le scritture presenti in questa selezione si distinguono per una voce originale e potente, capace di raggiungermi con l’intensità di un richiamo: quello di tradurre i loro versi nella mia lingua, e insieme quello di sceglierle, tra tante altre, perché prendessero parte a questa mia opera prima come traduttrice.
— Marisol Bohórquez Godoy (2021)

VERSI VEGETALI

edited by Annalisa Davide, Homo Scrivens, 2021, (ITA)

I versi che qui si susseguono raccontano un percorso collettivo in cui i singoli autori hanno contribuito con passione e dedizione a conoscersi, lavorando insieme, per promuovere, tutelare e conservare il senso di comunità letteraria.
— Annalisa Davide (2021)
L’esercizio di identificazione di una ‘scrittura millennial’ - capace di distinguere i tratti fondanti di una “generazione non-generazione”, dopo il tempo degli ‘X’ e dei ‘baby boomers’ - è la motivazione fondante dell’antologia ‘Un verde più nuovo dell’erba’. [...]
Altro elemento distintivo è la coedizione, con la comune volontà di LietoColle e di Macabor di contribuire alla diffusione condivisa di idee maturate nel dialogo attivo tra e con persone riguardo gli orizzonti possibili di un rinascimento poetico di cui si sente intera la necessità.
— Augusto Pivanti (2018)

UN VERDE PIÙ NUOVO DELL’ ERBA

edited by Bonifacio Vincenzi, LietoColle, 2018 (ITA)

ABITARE LA PAROLA

edited by Eleonora Rimolo and Giovanni Ibello, Giuliano Ladolfi Editore, 2020 (ITA)

Questa ricognizione tenta di muovere verso una direzione collettiva di ascolto reciproco e di collaborazione attiva che racconta l’esigenza generazionale di eufonia, e anche di indignazione, nel tentativo di ancorarsi nuovamente a una realtà attorno a noi sfibrata, confusa, troppo spesso raccontata con strumenti metalinguistici e con tecnicismi che sostituiscono la poesia, sfumandola fino a demolirla del tutto
— Eleonora Rimolo